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Wing-surf: la scelta degli hydrofoil

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Dopo aver parlato di tavole e vele è finalmente arrivato il momento di dedicarci all’hydrofoil: l’aeroplanino che, volando sott’acqua, ci permette di sollevarci oltre la superficie dell’acqua. Tutte le case costruttrici si sono uniformate per avere gli stessi attacchi e poter montare qualsiasi hydrofoil su qualsiasi tavola, che sia rigida o gonfiabile. Vediamo quali sono le componenti principali e a cosa servono.

Ali e fusoliera

Primo elemento è l’aeroplanino, ovvero l’insieme tra ali, fusoliera e timone di coda che, appunto, assomiglia ad un piccolo aereo. L’ala principale o Main Wing, è l’elemento che genera portanza, il sollevamento che ci fa volare. Il timone di coda o stabilizzatore ha funzione, proprio come dice il termine, di rendere stabile l’Hydrofoil. La fusoliera o fuse, serve ad unire in maniera rigida ala e stabilizzatore.

Il mast o piantone è il collegamento tra tavola fusoliera, regge tutto il nostro peso e per questo deve essere robusto e rigido; la sua lunghezza serve a tenerci più o meno sollevati sull’acqua. Un piantone corto ci permetterà di usarlo in acque poco profonde e sarà più sicuro in caso di caduta. Un mast lungo ci permetterà di avere più margine di altezza tra il toccare in acqua con la tavola e l’affiorare in superficie del foil, rendendo così più facili le manovre e la navigazione ad alta velocità.

Gli hydrofoil per Wing-Surf hanno la caratteristica di essere modulabili, ovvero tutte le case costruttrici danno la possibilità di montare componenti di diverse caratteristiche e dimensioni, per adattarsi al livello e alle preferenze dell’atleta.