Dopo lo scorso campionato, chiuso anticipatamente ad ottobre senza disputare l’ultima gara in Australia, in programma a novembre, il WRC è pronto a ripartire. Questa volta, però, si tratterà di un campionato “del mondo” in tutti i sensi: per la prima volta dalla sua istituzione, nel 1973, infatti, la massima competizione di rally toccherà tutti i continenti. Dall’Europa all’America, dall’Africa (tappa in Kenya) all’Oceania, dove si correrà in Nuova Zelanda, fino all’Asia, col Giappone che chiuderà il campionato a novembre.

La prima tappa sarà il classico rally di Monte Carlo di gennaio, dal 23 al 26, dove si presenteranno ai blocchi di partenza Hyundai (i20 Coupé WRC), Toyota (Yaris WRC) e M-Sport (Ford Fiesta WRC), mentre mancherà, dopo 16 anni di attività, la Citroën, che con la fine dello scorso anno si è ritirata dalla competizione. Gli occhi saranno puntati da subito sicuramente sulla Hyundai e su Ott Tänak, campione uscente con la Toyota ed ingaggiato dalla casa coreana, ora favorita alla vittoria tra l’ingaggio dell’estone e il titolo di campione dei costruttori vinto lo scorso anno.

Tänak e Thierry Neuville, secondo nello scorso campionato, sono l’arma della Hyundai, a cui vanno aggiunti Sebastien Loeb e Daniel Sordo. Un assetto da ottime posizioni, a cui la Toyota proverà a rispondere con Sébastien Ogier ed Elfyn Evans (3° e 5° lo scorso anno rispettivamente con Citroën e Ford), più il giovanissimo Kalle Rovanperä, campione uscente in WRC2-Pro con la Škoda. Un bel parco di piloti, quello della casa giapponese, ma il pensiero è che la Hyundai, con l’ingaggio di Tänak, sia quasi irraggiungibile. Fanalino di coda la M-Sport, che affiderà la sua Fiesta a Esapekka Lappi, Teemu Suninen e Gus Greensmith.